Come pubblicare un libro, di Andrea Mucciolo
Eremon Edizioni
Come scrivere un libro, cercare un editore e promuovere la propria opera
Conoscere l'editoria, a cura di Tiziana Iaccarino
Scrivete davvero senza errori?
Un punto importante, se non fondamentale per potersi proporre ad un editore che sia in grado di valutare un’opera è, senza ombra di dubbio, l’uso "corretto" della Lingua Italiana.
In tanti, anzi in troppi pensano di poter scrivere un manoscritto come qualsiasi altra cosa e, purtroppo, non è così. Diciamo che tutti sappiamo scrivere (così come ci è stato insegnato a scuola), ma ricordiamo pure che non tutti lo fanno in modo realmente adeguato e senza alcun errore ortografico, grammaticale e verbale.
Cominciamo, quindi, col dire che non si potrà mai pretendere da un editore (sia che chieda contributi economici per una pubblicazione, sia che non chieda nulla) che prenda in considerazione opere ricche di errori di ogni tipo.
A quel punto, nessun editore, e men che meno quelli che investono in proprio, deciderà mai di puntare su un’opera che non è scritta correttamente, per cui la pretesa di molti di pubblicare a spese dell’editore pensando di aver scritto chissà cosa e in chissà quale modo, è del tutto ingiustificata.
Gli editori (medio - piccoli, senza parlare dei titani che pubblicano ciò che è previsto nel proprio giro di conoscenze) non considereranno mai opere di chi dimostra di non saper scrivere.
Per cui un suggerimento importante, resta quello di imparare a scrivere dignitosamente nella propria Lingua, prima di prendere in considerazione qualunque tipo di iniziativa inerente un progetto editoriale.
E, se proprio non si vuol fare una brutta figura con gli editori, a quel punto, rivolgetevi ai correttori di bozze e agli editor (anche indipendenti) che sono in grado di evitarvi la figuraccia di esser scartati o cestinati magari, per fare giusto un esempio qualunque, perché confondete una preposizione con un verbo, come nella seguente frase:
Frase corretta Frase errata
Oggi ha mangiato molto bene. Oggi a mangiato molto bene.
Ecco, confondere la “ha” (3a pers. sing.) del verbo “avere” con la preposizione “a” è un errore grave, secondo me, per chi vuole scrivere, perché in questo modo non potrà mai davvero farsi prendere sul serio. Ma questo, naturalmente, era un esempio a caso, perché gli errori elementari possono essere tanti per chi non è sicuro di poter scrivere veramente bene.
Per cui, suggerisco a tutti quelli che sperano o pretendono di farsi pubblicare a spese degli editori, di non presentare opere ricche di refusi di ogni genere, perché in quel caso, l’editore che investe in proprio vorrà farlo con un’opera che reputa valida e un autore preparato, non certo con chi non sa neanche scrivere.
Tiziana Iaccarino