Come pubblicare un libro, di Andrea Mucciolo
Eremon Edizioni
Come scrivere un libro, cercare un editore e promuovere la propria opera
Conoscere l'editoria, a cura di Tiziana Iaccarino
Le prerogative di una buona promozione
Spesso in giro si dice: “Gli scrittori esordienti che nessuno pubblicizza, rimarranno sconosciuti perché per quel motivo non vendono.“ E’ vero, ma è pure compito di ciascuno fare il possibile per dimostrare che "emergere" non è impossibile se ci si impegna con tenacia e rigore (certo, ci vorrà del tempo ma, dopotutto, per quale importante obiettivo non ce ne vuole?)
Allora, premetto dicendo che uno scrittore esordiente, per farsi conoscere davvero, deve possedere una serie di qualità caratteriali impossibili da omettere, se si vuol davvero combinare qualcosa attraverso la pubblicazione della propria opera.
E tra le qualità di cui parlo ci sono, senza ombra di dubbio, le seguenti: la tenacia, l’intraprendenza (fondamentale), la pazienza (importantissima), la caparbietà, il sacrificio, le idee, l’innovazione, la voglia di emergere davvero e, dulcis in fundo, certamente la costanza. Ma, attenzione, queste sono solo alcune delle qualità indispensabili di cui munirsi. Solo alcune.
Perché poi è chiaro che uno scrittore esordiente NON deve in alcun modo essere: timido, introverso, timoroso, antiquato (nei modi e nelle idee), irascibile, rassegnato, svogliato, indeciso, inconcludente, impaziente e soprattutto non ha senso che sia poco motivato, altrimenti è proprio inutile mettersi anche a cominciare.
E’ giusto dire che alcuni (non tutti naturalmente) di quelli che leggeranno quello che scrivo potranno riconoscere qualche proprio pregio o difetto e che non tutti, in fin dei conti, riescono a mettere assieme tutte le prime qualità e a evitare tutte le seconde.
Insomma, mica vi ho detto sia facile fare gli “autori esordienti”!
Anzi, una parola che tutti gli esordienti dovrebbero prepararsi ad affrontare (e non solo in teoria, ma soprattutto in pratica) è: “difficoltà’” (da superare, naturalmente), preparandosi a sapere che ce ne saranno sempre e saranno tutte pronte a sbucare da dietro ogni angolo. Ma non per questo devono abbattersi, anzi… “abbattersi” come “rassegnarsi” non dovrebbe esistere nel vocabolario di nessuno, soprattutto di quelli che fanno ciò che amano fare o ciò che li appassiona.
A volte mi capita di notare che molti, troppi “colleghi’” riscontrano grosse difficoltà nel “disfarsi” già della prima tiratura del loro libro, perché non “sanno come muoversi” e soprattutto non sanno “cosa fare” (cosa ancor più assurda, se si pensa che di cose da fare ce ne sarebbero un sacco con un po’ di creatività ed iniziativa).
Allora, preciso una cosa (importantissima) che ve ne spiegherà molte altre. Riuscirà chi si impegnerà con costanza e pazienza nel tempo. Uno degli ingredienti fondamentali con cui riuscire ad organizzarsi è, quindi, il tempo. Il tempo che si è in grado o si è disposti a dedicare alla propria opera e alla promozione della stessa per realizzare qualcosa di più importante.
C’è chi, magari, avendo una vita ricca di impegni, tra casa e lavoro, non potrà dedicarsi poi più di tanto alla promozione del proprio libro. E a quel punto hanno quasi il compito di destreggiarsi in mille modi per riuscire ad occuparsi proprio di tutto. Ma va anche detto che, spesso, tra le persone che si dicono tanto, troppo impegnate, ci sono pure quelle che alla fine pubblicano solo per togliersi uno sfizio, per divertimento, per assumere un certo atteggiamento e darsi delle arie davanti ad amici, conoscenti e parenti e chi, invece, lo fa semplicemente per realizzare un sogno (a qualunque costo) poi, "anche se non si vende, poco male" (secondo loro).
Ecco, vi dico che questo tipo di atteggiamento non è corretto, perché la pubblicazione di un libro non si può paragonare a nulla altro e che la propria opera, se resa pubblica, merita rispetto e attenzione (altrimenti, come vi ripeto, è meglio tenersela per se, in un cassetto, al sicuro da occhi indiscreti e da possibili figuracce, perché se si pubblica lo si dovrebbe fare per “farsi leggere” e non per “non farsi leggere” né “conoscere”).
A tutti quelli che pensano di materializzare la propria opera in un oggetto dei sogni per “farsi belli” davanti ad amici e parenti e per darsi le arie entro il circuito delle proprie conoscenze, a questo punto, consiglio il Book On Demand, perché così non dovranno neanche dedicarcisi né tanto meno mettersi a promuoverlo, visto che non hanno intenzione di realizzare un VERO progetto editoriale e di riuscire ad ottenere determinati risultati attraverso di esso.
Quindi, altro ingrediente fondamentale, come avrete capito, è IL TEMPO. Se non ne avete e sapete che non ne avrete e che non potrete dedicarne alla vostra opera, pensateci bene, perché la vostra opera non merita di esser “presa in giro” attraverso una pubblicazione che non le garantisca un minimo di promozione, né di esser letta da quante più persone possibili. Alla fine dei conti, prendereste in giro soprattutto voi stessi, oltre alla vostra “creatura”.
Dedicare semplicemente il “tempo libero” non basta, per nulla. Farlo abitualmente per hobby, tanto meno. Specifichiamo questa cosa, perché non raccoglierete nulla se non seminerete davvero. Certo, qualcuno potrà dire che spetta alla Casa Editrice la promozione. E io rispondo: “Sicuramente, ma non c’è nulla di meglio che munirsi di tanta volontà per cominciare in quanto autori del libro, perché nessuno meglio dello stesso autore può promuovere un libro!”
(E poi qualunque casa editrice medio - piccola, comunque, vi chiarirà che una buona promozione parte innanzitutto dalla voglia di fare dello stesso autore che se non dimostrerà di crederci davvero per primo, non potrà pretendere che altri gli prestino attenzione).
Altra cosa fondamentale è l’impegno in tutto e per tutto e la voglia di mettersi in gioco.
Nel corso di una giornata intera si possono fare davvero un sacco di cose: contattare le librerie a cui è collegato il distributore che collabora con la Casa Editrice, cercare di organizzare presentazioni, incontri con l’autore, trovare giornalisti che vi realizzino qualche articoletto, cercare emittenti radio/tv che vi intervistino, cominciando innanzitutto a farsi conoscere a partire dalla propria città e, senza timidezza né timori, chiamare le biblioteche con cui organizzarsi per la realizzazione di iniziative culturali volte a farsi conoscere come autori esordienti. E poi bisogna cercare luoghi adatti alla promozione, stampare volantini pubblicitari (con pc e stampante e un po’ di carta non è costoso né complicato), presentarsi ai caffè letterari, chiedere ai bar, ai centri culturali, ai club sportivi, alle scuole e alle palestre, se potete affiggere qualche locandina, se potete organizzare un “pomeriggio culturale” divertente con la vostra opera oppure organizzare una “serata da talk-show” con qualche amica carina che vi presenti, qualche parente, amici in grado di intervistarvi, qualche copia da mostrare e anche da offrire alla vendita e qualche stuzzichino, oltre alla voglia di simpatizzare con leggerezza e divertimento, perché anche questo “fa parlare e conoscere chi è sconosciuto”!
Insomma, rimboccatevi le maniche, se potete e se avete tempo per farlo concretamente.
Tiziana Iaccarino