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Come pubblicare un libro, di Andrea Mucciolo

Eremon Edizioni

Come scrivere un libro, cercare un editore e promuovere la propria opera


Conoscere l'editoria, a cura di Tiziana Iaccarino

Come uscire dall'anonimato: i 10 errori che l'esordiente dovrebbe evitare

In questo articolo vorrei parlare, invece, in senso contrario di tutto ciò che di solito fanno gli autori esordienti (quindi ancora sconosciuti), magari appena pubblicati, che non riescono a far emergere la propria opera.
Parliamo, quindi, del ‘problema’ più comune, quello che affrontano tutti gli autori, proprio dopo aver pubblicato la propria opera prima.

Moltissimi autori pensano di potersi ‘adagiare sugli allori’ una volta pubblicata la propria opera, non solo perché pensano che spetti solo alla casa editrice di turno (media o piccola che sia) pubblicizzarli, ma anche perché pensano che ‘pubblicazione’ significhi ‘fama’ (anche se mi verrebbe da dire pure ‘fame’).
Sbagliato. Niente di più sbagliato. La ‘pubblicazione’, in realtà, dovrebbe essere ritenuta semplicemente ‘la scena’ di uno spettacolo, quella che ci è stata offerta con uno spazio di tempo in grado di farci ‘esibire’ per quello che sarà realmente lo spettacolo vero e proprio. In fondo non va dimenticato che anche gli autori sono artisti e, come tali, devono ‘esibirsi’ a proprio modo.

Per cui ecco tutti gli errori commessi dalle persone che, dopo aver pubblicato, non solo non sanno cosa poterci fare col libro, una volta averne parlato appena in famiglia e con qualche amico, ma non sanno neanche come devono ‘muoversi’ per far sì che la loro opera venga almeno ‘conosciuta’ o ‘considerata’ da qualcun altro.
Infatti, se le opere degli esordienti non sono acquistate, non è certo per ‘pregiudizio’, ma semplicemente perché non sono ‘pubblicizzate’, non sono ‘fatte notare e messe in evidenza’. Insomma, secondo voi: le persone come potranno acquistare l’opera di un autore emergente se non ne sanno neanche dell’esistenza? Ecco, il punto è proprio questo.
E chi non sa come promuoversi, rimarrà impigliato proprio in questa specie di ‘rete’ … quella più difficile da cui sbrogliarsi, cioè dell’anonimato.
L’anonimato può esistere anche per chi ha pubblicato e in seguito non sa cosa fare col libro e con le copie rimaste a casa o nel magazzino della casa editrice che, magari, se ci ha investito di tasca propria, se ne pentirà giusto nel giro di un paio di mesetti.

Dunque, gli errori commessi dagli autori esordienti, proprio dopo aver pubblicato? I classici, quelli che li lasceranno a rigirarsi i pollici nell’anonimato? Eccoli, in appena 10 fondamentali punti (li chiamerei ‘gli errori più comuni o iniziali‘):

1)  Non sapersi organizzare neanche una presentazione. O se ci si organizza, non sapere ‘chi’ invitare, soprattutto se parenti ed amici già lo sanno e magari, per fare un favore all’autore, hanno già acquistato una copia ciascuno del suo libro.

2)  Non sapere come ‘dirlo in giro’, quindi non riuscire a promuoversi nella propria città (magari tra le librerie di propria conoscenza, nelle biblioteche, nei caffè letterari, nei circoli, nei club, nelle Associazioni Culturali, nelle scuole) e, quindi, non sapere come fare per ‘comunicarlo’ a tutte le persone che frequentano anche solo qualche punto di ritrovo.

3)  Non sapere come contattare giornalisti pubblicisti della propria città (o regione, giusto per cominciare) e quindi, non riuscire ad ottenere neanche l’ombra di un articoletto o una recensione da qualche parte.

4)  Non sapere come riuscire a organizzare ‘incontri con l’autore’ nelle librerie che approvano questa ‘politica di promozione’.

5)  Non sapere neanche come riuscire a ‘farlo sapere’ ai propri vicini di casa, quelli che di solito si incontrano magari anche tutti i giorni in ascensore, dove non si sa mai cosa dire in quei 2 minuti di ‘viavai’ quotidiano.

6) Non sapere neanche come proporsi alle scuole che, di solito, dovrebbero essere le prime ad invogliare e, quindi, a proporre ai propri studenti la voglia di leggere (qualsiasi cosa, oserei dire).

7)  Non sapere come contattare gli amministratori di qualche sito web che si occupa di cultura e letteratura, per riuscire a parlarne attraverso internet, ‘grande motore di comunicazione del nostro secolo’.

8)  Non sapere come incentivare le vendite attraverso un proprio sito o blog e riuscire a ‘lavorarci’ per ottenere quante più visite giornaliere possibili, in modo da ‘attirare l’attenzione in una pagina precisa’ in grado di offrire informazioni e dettagli sul libro, il suo acquisto e magari la sua reperibilità.

9)  Non sapere come contattare librerie sempre nuove a cui far conoscere l’opera e a cui proporre l’accordo con la propria casa editrice o il proprio distributore per l’organizzazione di qualche iniziativa ‘mirata’ alla ‘conoscenza pubblica di un nuovo autore’.

10)  Dulcis in fundo, non sapere come partecipare a Premi Letterari in grado di far emergere ancor meglio l’opera, perché arrivare finalisti, segnalati o addirittura vincitori nei concorsi di una certa fama, all’interno della sezione ‘editi’, significherebbe una promozione anche a livello nazionale non indifferente.

Per cui, chi pubblica un’opera e NON vuol restare nell’anonimato a rigirarsi i pollici a casa, pensando di aver già fatto chissà che cosa, deve fare l’ESATTO CONTRARIO di quello che ho descritto nei punti suddetti, proprio per evitarlo, combatterlo e magari ‘sconfiggerlo’ … il totale anonimato.

Tiziana Iaccarino