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A quale casa editrice invio la mia opera?


Le grandi case editrici, tranne rare eccezioni, snobbano a priori gli esordienti. Non è mia intenzione assumere un atteggiamento pessimista, tuttavia, se vogliamo invece essere un po’ più realisti e con una maggior lungimiranza, converrete con me che non troverete mai un editore importante e famoso che pubblichi un esordiente completamente sconosciuto. Considerate che un grande editore ha già tanti scrittori famosi nella sua “scuderia”, quindi non si capisce perché dovrebbe perdere tempo e denaro con chi, seppur dotato di un talento straordinario, non ha il “nome” commisurato alle aspettative di vendita della casa editrice. Un editore che riesce a vendere 10.000 copie di ogni suo titolo, che se ne fa di un autore in più il quale al massimo ne potrebbe vendere 1.000? Puntare sui nuovi talenti? Potrebbe essere una ragione valida, peccato che ben pochi lo facciano, e i nuovi talenti hanno spesso delle conoscenze alle spalle, ecco perché emergono così in fretta.




Una simile considerazione è triste, lo so, ma chi desiderasse smentirmi si faccia pure avanti. Chi vuole fare lo scalatore, non comincia con il K2. Le eccezioni alla regola ci potranno sempre essere, ma il semplice prefiggersi traguardi così elevati, esige un’indole talmente forte, e una motivazione così radicata nel profondo del cuore, che chi non le possiede, non dovrebbe intraprendere questa impresa, se non vuole sentirsi frustrato da attese e rifiuti. D’altro canto, bisogna purtroppo dire che le piccole case editrici sono spesso a pagamento, quindi non sarà semplice trovare l’editore giusto per voi.


Sarà necessario cercare, sondare, informarsi bene e soprattutto avere tanta pazienza. Non ho la minima intenzione di uccidere le vostre speranze di compiere grandi cose, al contrario, i sogni sono la nostra linfa vitale, quasi la nostra ragione di vita, però è necessario che siate bene informati su tutto e che sappiate come stanno realmente le cose. Non posso in questa sede considerare eventuali casi eccezionali, unici e particolari, non sarebbe giusto e più di tutto risulterebbe molto poco realistico e sincero. Si può solo tracciare a grandi linee quella che è la norma in questi casi, poi, nell’eventualità entrino in gioco fortuna e soprattutto amicizie importanti, concorderete con me che questo è tutto un altro discorso, il quale ha ben poco a che spartire con un duro lavoro, lo spirito di sacrificio e tutto ciò che ne consegue.