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Come pubblicare un libro, di Andrea Mucciolo

Eremon Edizioni

Come scrivere un libro, cercare un editore e promuovere la propria opera


Conoscere l'editoria, a cura di Tiziana Iaccarino


L’educazione alla lettura

In giro si dice che nella società odierna i libri siano penalizzati dall’uso e dal consumo di altre cose o, per lo meno, dall’abitudine che si fa intorno a determinati hobby.
C’è chi dice che oggi non si legge perché le attività di cui ci si occupa ai nostri tempi sono più numerose rispetto ai tempi passati: internet, Play Station (quindi, giochi multimediali), club sportivi, necessità di lavorare (per portare extra che permettano di arrivare a fine mese), incontri con amici, parenti, conoscenti e colleghi, home cinema, giornali e giornaletti, fumetti, passeggiate all’aperto (soprattutto con l’arrivo della bella stagione), escursioni e chi più ne ha più ne metta.
Certo, sicuramente. Ma permettetemi di aggiungere anche che in Italia si legge meno che negli altri Paesi Europei, perché in fin dei conti in giro non c’è una vera educazione alla lettura, compito che di solito spetterebbe, oltre che alla scuola, certamente ai genitori dei giovani e giovanissimi.
Nelle librerie che ho frequentato, nel corso delle promozioni del mio primo romanzo, mi è capitato di parlare spesso sia con professori che con genitori che si lamentavano del fatto che i giovani non leggono abbastanza e qualcuno lo fa addirittura solo perché è "costretto" dai testi scolastici, altrimenti...

Allora, io dico che in Italia ci vorrebbe innanzitutto un’abitudine ad educare alla lettura e che, per quel che concerne i giovanissimi, dovrebbe spettare proprio ai genitori, insieme all’ausilio dei professori e degli istituti scolastici che hanno proprio questo compito, organizzare delle vere e proprie strategie di promozione della lettura come importante punto d’incontro con la creatività, la gioia del relax mirato all’evasione intellettuale di chi si concede, poco alla volta, un momento per sé e per la propria libertà di pensiero.
Non dimentichiamo, infatti, che la lettura, a sua volta, educa alla libertà di pensiero e permette di formare ideologie proprie, cultura e produttività volte anche al miglioramento della vita che si prepara ad un mondo che lavora. Inoltre, migliora l’interazione colloquiale, l’espressione linguistica e incentiva certamente l’apprendimento di una dialettica col tempo sempre più utile, per non ritrovarsi mai… "senza parole".
Insomma, capirete che l’educazione alla lettura migliora anche il proprio stile di vita, qualunque esso sia e l’abitudine all’uso molto più corretto della Lingua Italiana, spesso storpiata da chi, evidentemente, non ne ha una grande "padronanza". E vi ricordo che non avere una buona padronanza innanzitutto della propria Lingua, significa non riuscire ad avere nel tempo neanche una buona preparazione di una seconda Lingua (qualunque sia), che ai nostri tempi è certamente necessaria per interagire al meglio all’interno di una società che si colora sempre più di multi etnicità e nuovi orizzonti sia a livello professionale che personale.

Tiziana Iaccarino