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Home | Editori senza contributo



CONSIGLI PER SCRITTORI EMERGENTI

Si sa, nel nostro paese, la comunità di aspiranti scrittori è molto numerosa. Gli autori vorrebbero pubblicare le loro opere mentre, d'altro canto, gli editori cercano di guadagnare il più possibile tramite le loro pubblicazioni.




Uno scrittore esordiente, quindi sconosciuto, non ha molte possibilità di pubblicare senza contributo, proprio perché non può offrire nessuna garanzia all'editore.


Decalogo su come presentarsi ad una casa editrice

Ecco un vademecum che vi risulterà molto utile per aumentare le possibilità di una vostra pubblicazione tramite veri editori e non permezzo del book on demand.. Molto spesso si commettono tanti errori che pregiudicano la pubblicazione. Ma vediamo ora senza fare errori. La prima impressione è realmente quella che conta, se non altro per incuriosire chi leggerà la vostra presentazione.

1) allegate sempre il vostro curriculum letterario e la sinossi della vostra opera, il tutto molto conciso;

2) numerate ogni pagina della vostra opera e spillate il vostro manoscritto (non potete mandare dei fogli volanti);

3) non fate presente all'editore che la vostra opera è depositata alla Siae, potrebbe sembrare quasi che state accusando l'editore di essere un probabile ladro/plagiatore.

4) riportate i vostri dati non solo sulla busta, ma anche sulla prima pagina del vostro manoscritto, poiché la busta potrebbe andare perduta;

5) non usate caratteri particolari e fantasiosi per stampare il vostro testo, usate i più comuni quali Times New Roman o Tahoma, usando come colore esclusivamente il nero;

6) la casa editrice ha dei responsabili di collana? bene, non mandate pacchi postali o e-mail generiche, ma alla "Cortese attenzione" del responsabile della collana all'interno della quale pensate la vostra opera potrebbe trovare la giusta collocazione;

7) non sollecitate le risposte degli editori: non solo non vi daranno retta ma rischierete di compromettere eventuali rapporti con l'editore. Le case editrici ricevono molto materiale da valutare, se la casa editrice è seria, impiegherà anche 8 mesi per valutare il vostro testo.

scrittori emergenti

8) non mandate poesie a editori che non le pubblicano o romanzi a case editrici che si occupano esclusivamente di saggistica e manualistica. Oltre a costituire uno spreco di tempo, non otterrete nessun riscontro positivo. Perdete qualche minuto per controllare il catalogo dell'editore, non inviate immediatamente gigantesche mail in CCN o peggio ancora in CC.

9) controllate l'ortografia delle vostre opere fino allo sfinimento, non potete inviare opere peccate da numerosi errori di battitura, congiuntivi sbagliati e altri orrori grammaticali. Fatevi aiutare da qualche amico, nessuno riesce a raggiungere quel distacco dalla propria opera che gli consentirà di diventare un bravo correttore di bozze di quest'ultima.

10) non presentatavi agli editori con le classiche frasi fatte, del tipo: "Vorrei tanto diventare uno scrittore famoso...", oppure, molto peggio: "Alcuni miei amici hanno letto la mia opera e l'hanno trovata molto valida". Ma che modo è di presentarsi? ovviamente non solo non vi crederanno, ma cosa importa agli editori se i vostri amici hanno letto e apprezzato ciò che scrivete? gli amici non sono un vasto pubblico di lettori, sono solo vostri amici e, specie per chi non vi conosce, la loro opinione conterà meno di zero. Cercate di dare un'immagine di voi stessi seria e professionale.

Un minimo di editing

Allora, capisco perfettamente come ogni scrittore sia fortemente legato alla sua opera, a tal punto che non acconsentirebbe che fosse cambiata una sola virgola. E' necessario tuttavia rendersi conto che, una volta portata a termine una propria opera, non si riuscirà mai ad editingessere realmente obiettivi e imparziali. Sarebbe come domandare ad una madre se ritenesse belli i propri figli. Non si tratta soltanto di correggere qualche errore di grammatica, spesso, purtroppo, presi dalla propria foga creativa, si perde il filo logico, la storia sfugge e non riusciamo più a riprenderla. Per l'autore, ovviamente, tutto apparirà perfettamente chiaro e comprensibile, in quanto si auto-fornirà mentalmente ogni genere di spiegazione. Ma non sarà così per il lettore, il quale potrebbe trovarsi di fronte ad una storia che non quadra e magari fa acqua da tutte le parti. Anche i più grandi scrittori hanno usufruito di un lavoro di editing sulle loro opere. L'editor non va assolutamente confuso con il ghost writer. Quest'ultimo, infatti, scrive una storia completamente di suo pugno per poi lasciare (dietro pagamento di somme spesso elevate) che sia un altro a firmare il libro pubblicato. L'editor, invece, pur cambiando interi capitoli, riscrivendo frasi, cancellando parti del libro o aggiungendone di nuove, lavorerà sempre sulla base originale fornitagli dal vero autore. Questo è il prezzo da accettare, pena la mancata pubblicazione del proprio libro. Ovviamente, non è detto che tutti i libri abbiano necessità di un editing "pesante" e, alle volte, non c'è nemmeno necessità di sottoporre il testo ad un lavoro di editing, poiché basterà una semplice correzione di bozze, onde evitare che nel libro possano rimanere fastidiosi refusi i quali inficeranno una eventuale piacevole lettura.
Questo per dire: siate aperti ai consigli di persone con più esperienza di quella che potete vantare voi. Non mi riferisco certo ai consigli degli amici, spesso inutili, fuorvianti o addirittura dannosi, ma ai suggerimenti di editor esperti i quali lavorano per case editrici serie, qualora vi capitasse di avere l'opportunità di pubblicare con una di queste. Un buon editor, ad ogni modo, non si prenderà mai la libertà di riscrivere un intero libro senza prima consultarsi con l'autore, ragionandoci sopra e sentendo le ragioni di quest'ultimo. L'editing è in realtà un lavoro di squadra, poiché non esiste persona tanto competente da poter riscrivere parti di un'opera fidandosi solo ed esclusivamente del suo giudizio. Se scrivere è un'attività complessa e con un'alta probabilità di commettere errori di vario genere, questo è altrettanto vero quando si parla di editing.



Esordienti megalomani

Tutti gli autori scritturaesordienti che vogliono sapere cosa sono i concorsi e sognano vendite altissime della loro opera prima, sperando che essa porterà loro successo e fama. Tutto ciò ovviamente è comprensibile, ma purtroppo è al tempo stesso privo di ogni fondamento logico. Probabilmente, un esordiente che crede di poter vendere migliaia di copie del suo libro senza l’appoggio della stampa, quindi senza recensioni su giornali importanti, pecca non solo di egocentrismo, ma soprattutto di grave ignoranza, per tutto ciò che ruota attorno al mondo dell’editoria. La distribuzione di un libro, di solito, non è portata avanti dall’editore, ma dai distributori, regionali o nazionali e sono loro a decidere dove portare un libro e con quali modalità. Il loro catalogo è composto da centinaia o migliaia di libri, tra cui anche romanzi erotici, e tra cui appunto anche l’opera di un autore esordiente. Ovviamente, essendo l’autore esordiente sconosciuto, sia il titolare di una libreria, sia lo stesso distributore, non saranno molto interessati all’opera di quell’autore. Si comincia sempre dal basso, questo andrebbe ripetuto fino alla nausea. Vendere anche solo trecento copie di un romanzo d’esordio, è già un successo, il quale potrà e soprattutto dovrà scatenare, altre importanti prospettive future, intese sia al miglioramento della propria tecnica ma soprattutto al raggiungimento di un’autoconsapevolezza sempre maggiore di se stessi.



Il successo facile lasciamolo ad alcuni personaggi televisivi di dubbia moralità, qui parliamo di veri scrittori, quindi di artisti, non di istrioni esibizionisti e privi di ogni capacità o professionalità.


Pubblicazione in e-book

Finché i Lettori dedicati per e-book non saranno perfezionati e non raggiungeranno una buona diffusione, nemmeno il libro elettronico potrà raggiungere un buon numero di fruitori. La maggior parte dei lettori preferisce di gran lunga un libro stampato, non solo per abitudine, ma anche per la comodità nel trasporto e per la maggiorebook reader facilità e comodità nella lettura. Leggere sul monitor di un pc non è il massimo della vita, ecco perché abbiamo necessità che gli e-book reading device si diffondano come dovuto, altrimenti saremo costretti a servirci sempre di un computer per leggere un libro, togliendoci la possibilità di leggere in autobus o nelle sale d'aspetto degli ospedali, tanto per fare un esempio. Ci vorrà del tempo, non sto affermando che l'e-book non abbia alcuna speranza, dico solo che, al momento, soprattutto per un autore esordiente, la pubblicazione in e-book non può rappresentare una grande opportunità di chiamare il telefono porno italiano. Pubblicare tramite ebook può essere paragonato alla pubblicazione on line su portali, blog e forum letterari ma, ovviamente, questa potrebbe ottenere un minimo di riscontro solo nel caso in cui il romanzo o racconto da scaricare fosse offerto gratuitamente. Infatti, quanti di voi sarebbero disposti a spendere dei soldi per ricevere in cambio non un vero libro cartaceo, ma un semplice file in PDF da salvare all'interno del proprio pc? certamente, prima di tutto, il costo di un libro elettronico dovrebbe scendere, non è ammissibile far pagare anche dieci euro un semplice file, il costo dovrebbe essere inferiore a quello dei normali libri, altrimenti verrebbe a mancare uno dei vantaggi derivanti dalla pubblicazione tramite e-book. Inoltre, è un problema di mentalità: certamente un e-book offre delle soluzioni innovative rispetto al classico libro. Ad esempio, in caso di manuali tecnici, sarà molto più semplice cercare una determinata parola nel testo, anche in assenza della stessa nell'indice analitico, senza essere costretti a rileggere intere pagine, usando qualcosa simile al Modifica - Trova che tutti conosciamo. Però, come dicevo, sarà necessario che le persone si abituino a questo cambiamento e ci vorrà del tempo affinché questo avvenga. Al momento, per gli autori sconosciuti, la pubblicazione in ebook ha valore come una semplice pubblicazione on line. Di più non offre e certamente non aiuta a diventare più popolari.


I concorsi letterari - premi per inediti

Domanda di rito: premi letterari concorsi per ineditisono utili per emergere questi premi letterari che puntualmente invadono il nostro paese? come in tutte le cose, ciò dipenderà da innumerevoli fattori. Purtroppo, per come è attualmente la situazione, il 90% di questi "concorsi" risulterà completamente inutile. Buona parte dei concorsi prevedono una quota di partecipazione e, la maggior parte di questi, sono appunto organizzati per spillarvi del denaro e niente più, probabilmente con il nome dei vincitori noto sin dall'inizio. Inoltre, gli editori non collezionano oggettistica varia, quindi coppe targhe e pergamene, potranno servire al massimo per abbellire la vostra stanza. Un premio letterario serio dovrebbe prevedere una vera (e gratuita) pubblicazione da parte di una casa editrice seria. Avere dei racconti o poesie pubblicati in antologie potrà aiutarvi a creare un curriculum degno di nota, sempre ammesso che queste case editrici non siano a pagamento e che siano altresì abbastanza conosciute. Lo stesso concorso dovrà essere abbastanza noto negli ambienti letterari e editoriali, altrimenti non sortirà nessun effetto positivo per la vostra carriera di scrittori, sarebbe come pubblicare su facebook e nulla più. Inoltre: non mandate lo stesso racconto a decine di concorsi contemporaneamente, di solito non è possibile fare ciò e, in caso la vostra opera fosse scelta da più di un concorso, potresti ritrovarvi a passare dei guai, in base a ciò e dichiarato contestualmente all'invio del vostro testo. Quindi, leggete sempre con attenzione il regolamento, controllate accuratamente se la vostra opera dovrà essere totalmente inedita (quindi non pubblicata da nessuna parte, nemmeno sul web) sufficiente che non sia stata già pubblicata da una casa editrice. Chiedete spiegazioni all'ente organizzatore del concorso e, in caso non vi fosse data risposta oppure la stessa vi venisse fornita con scortesia, lasciate stare: avrete già compreso con che genere di persone avete a che fare. Infine:

meglio partecipare ai concorsi gratuiti, quelli a pagamento presentano dei forti rischi, eccetto quando organizzati da enti benefici o associazioni senza scopo di lucro;

fatta eccezione per i concorsi molto rinomati, la quota per essere ammessi alla partecipazione di un premio non dovrebbe superare i 10 euro. 15 sono troppi, 20 o più sono una vera vergogna, da evitare e contrastare;

non è giusto che una casa editrice faccia pagare una quota di partecipazione, l'editore deve guadagnare dalla vendita dei libri, e leggere manoscritti è il suo lavoro;

se il concorso non è conosciuto, state sprecando come minimo il vostro tempo, nella peggiore delle ipotesi anche il vostro denaro.